

Il punto più elevato del territorio (oltre i 500 metri di altezza), è il monte di Santa Croce, i cui versanti poveri di vegetazione, erano coltivati fino 300 - 400 metri sul fronte meridionale e sino a 200 - 300 a seconda delle altre esposizione. Questi possono essere considerati anche i limiti delle case rurali sparse sulla collina.
Più che per gli scarsi ortaggi, Pieve Ligure era nota per alcuni tipi di frutti, qualche vigneto, per la raccolta nelle aree più alte delle cime fiorite di origano "cornabûggia", e di altre erbe aromatiche.
Però naturalmente l'olivo è stato per secoli il protagonista nell'economia locale.
Una certa importanza aveva l'artigianato tessile a domicilio: molte donne erano definite filatrici e tessitrici. Gli uomini che non erano impegnati nei lavori del campo, si dedicavano alle attività marittime, quali marinai e capitani di mare.
Per queste condizioni, lo sviluppo della popolazione non potè mai essere notevole: essa ebbe tra il 1.805 e il 1.910, una crescita inferiore a 100 abitanti. Nel periodo tra il censimento di 1.871 e quello del 1.881, il numero di presenti salì di sole 24 unità. Se ne deve dedurre che parecchie persone emigrarono allora da Pieve Ligure cercando nuovi e migliori orizzonti.